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Quello dell'Adda è un paesaggio dove le aree naturali
e le opere dell'uomo sono ormai profondamente
intrecciate; un ambiente prezioso, anche per questa
sua caratteristica, che merita di essere riscoperto
e valorizzato dopo decenni di grave incuria,
soprattutto nella sua componente ancora
prevalentemente naturale: il fiume.
  aree naturali opere dell'uomo fiume
 

 

 

La presenza dell 'uomo...

...nel territorio del Parco Adda Sud è testimoniata dalle sue numerose attività,
come la coltivazione dei campi (di mais, frumento, orzo, segale, avena, soia, colza, girasole,
barb abietola, lino e trifoglio) oppure, nelle vicinanze del fiume, dove il terreno è
facilmente invaso dalle acque, dei pioppeti padani composti da file geometriche di pioppi.
Anche l'allevamento (di mucche da latte, maiali, cavalli, galli e galline, anatre, tacchini e conigli)
è un'altra attività dell'uomo che avviene di solito all'interno delle cascine. Ce ne sono anche di
molto
vecchie, con una loro architettura particolare. In mezzo alla campagna si possono
anche incontrare castelli ed edifici religiosi che meritano di essere visitati.

 

 

cascine castelli edifici religiosi

 

 

 

...le aree naturali...

...sono ad esempio le zone paludose costituite da lanche e morte.
Queste si formano quando il fiume cambia percorso e lascia quello vecchio interrotto.
Sono zone particolarmente interessanti per la flora e la fauna: la Zerbaglia,
infatti, è una zona umida di interesse nazionale, che sitrova nei comuni di
Turano Lodigiano, Cavenago d'Adda e Credera Rubbiano; altri esempi sono
l'Adda Morta, un vecchio ramo del fiume nei comuni di Castiglione d'Adda e Formigara,
e la Morta di Soltarico formatasi dopo l'alluvione del 1976.

 

 

Ci sono i boschi, con diversi gruppi di alberi: il salice di ripa e salice rosso che formano il cosiddetto saliceto arbustivo; il salice comune con il pioppo nero, l'ontano nero e qualche pioppo bianco che formano il gruppo del saliceto arboreo; e il bosco misto con molte farnie e olmi campestri insieme a pioppi neri, aceri e alcuni salici e ontani neri. Poi ci sono i classici pioppeti dominati da pioppo bianco e altri da pioppo nero, questi caratteristici di aree dove il fiume straripa con maggior intensità.

bosco
Per quanto riguarda la flora, alcune delle specie presenti nei boschi dell'Adda sono l'anemone dei boschi, la rosa selvatica dai fiori rosati e fusti muniti di spine rossastre, il biancospino, con i frutti di colore rosso vivo, l'edera, pianta srampicante e il pungitopo, sempreverde con i frutti rossi.
E la fauna? Sono soprattutto gli uccelli che caratterizzano questo parco: la nitticora, che vive in ambienti umidi dove nidifica e si alimenta; il germano reale, il simbolo di questo parco, che in acqua cerca il suo cibo (piante, molluschi, crostacei); il falco di palude, che durante il periodo della migrazione può essere facilmente osservato in zone coltivate; la quaglia, dall'aspetto piuttosto tozzo con il becco corto e robusto; il fagiano, che si trova un po' ovunque; la tortora, che rifugge l'ambiente urbano ed è strettamente legata alle aree rurali; il barbagianni, che si stabilisce in amb ienti poco frequentati dall'uomo; la civetta, predatore di topi, anfibi e rettili; il martin pescatore, specie piuttosto solitaria; l'allodola, col suo nido posto a terra e al riparo; la rondine, che frequenta pareti rocciose e nidifica anche nelle stalle delle cascine. E tanti altri uccelli migratori che frequentano il parco nella bella stagione.
Ma non posso dimenticare i pesci del fiume: il luccio
, facilmente riconoscibile per il muso a becco d'anatra; la carpa, dal corpo robusto e tozzo, e il comunissimo pesce rosso, che vive in acque ferme o lente.
Ma ci sono anche gli anfibi come il rospo comune, di colore bruno e che preferisce i boschi per riprodursi. Tra i rettili, sono presenti la testuggine palustre, il ramarro color verde smeraldo; la biscia d'acqua, che nuota nelle acque paludose, e la vipera comune, presente in numero piuttosto basso.
Per quanto riguarda i mammiferi, è sicuramente interessante la presenza delle puzzola, nelle zone umide meglio conservate, e del ghiro nei boschi più estesi. Particolare attenzione è posta alla presenza di una piccola popolazione di daini che si è insediata nei boschi della zona nord del Parco.

germano pesce rosso

ramarro

puzzola

 

 

 

...e naturalmente il fiume...

...ovvero l'elemento di maggiore importanza nella struttura paesaggistica del Parco. E' lungo l'Adda che la presenza dei numerosi elementi di pregio naturalistico del Parco è più rilevante. All'Adda si collegano numerosi corsi d'acqua come Serio, Tormo, Muzza ed altri minori. Le caratteristiche dell'Adda nel territorio protetto variano da monte a valle: nel primo tratto il suo corso è ancora piuttosto mutevole, costituito anche da bracci poco profondi che scorrono tra bassi affioramenti ghiaiosi; il tratto successivo è ampio e profondo. Ci sono poi tratti nei quali l'intervento dell'uomo è sempre più evidente e vicino alle rive, fino all'ultimo prima dello sbocco nel Po. Oltre all'inquinamento idrico, alla rettificazione del suo corso ed alle arginature, il fiume è sottoposto ad altre alterazioni: le più rilevanti sono l'abbassamento dell'alveo e le escavazioni di sabbia e ghiaia che ad esso concorrono. A questi vanno aggiunte le sostanze inquinanti che scarichi civili ed industriali versano nell'Adda. Inoltre nel fiume transitano numerose imbarcazioni con motori di grande potenza, originando fenomeni di disturbo acustico, di inquinamento idrico e di erosione delle sponde ripide, costituite da materiali friabili, per le onde che si infrangono a riva. Anche numerosi pescatori che affollano vari tratti dell'Adda, immersi nel fiume fino alla cintola in lunghe file, distribuiscono notevoli quantità di pastura e disturbano la fauna fin nell'acqua. Nonostante danni e alterazioni il fiume ed i corsi d'acqua presenti nel Parco ospitano interessanti e varie specie di uccelli. Lungo l'Adda infatti,si possono incontrare anche specie di grande rarità: il fiume, durante l'inverno è frequentato da gruppi a volte numerosi di cormorani in cerca di pesce, e durante i passi può capitare di osservare il rarissimo falco pescatore; il raro nibbio bruno sorvola a volte le acque nella bella stagione, sperando di imbattersi in qualche pesce morto del quale cibarsi; in inverno sono anche presenti il cigno reale, soprattutto nel tratto settentrionale, e il gabbiano reale, più frequente in quello meridionale, le cui popolazioni sembrano siano destinate prossimamente ad incrementarsi. Sulle sponde ripide nidifica il variopinto martin pescatore dal volo sfrecciante; rive piane ghiaiose o sabbiose sono invece territorio di caccia per la ballerina bianca e l'invernale ballerina gialla, dai movimenti aggraziati.  

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