Il Parco Regionale dell'Adda Sud

Fiume AddaIl corso dell'Adda si snoda, nella sua parte meridionale, tra depositi alluvionali. I terrazzi più antichi, di età olocenica, sono i più distanti dal letto fluviale, mentre i più recenti degradano lentamente verso l’asta del fiume. Il territorio protetto comprende, oltre ai boschi rivieraschi, anche zone palustri costituite da lanche" e "morte" che il fiume ha formato nel tempo, cambiando percorso...

 presentazione parco

Percorso violetto

PERCORSO VIOLETTO - KM 31
Partenza e arrivo: Crotta d’Adda.
Estensione: Crotta d’Adda - ponte di Crotta d’Adda - sponda lodigiana -foce dell’Adda - ponte di Crotta d’Adda - sponda cremonese - Crotta d’Adda.

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violettoINTRODUZIONE: il percorso ciclabile proposto interessa l'estrema zona meridionale del Parco Regionale Adda Sud, con partenza e arrivo a Crotta d'Adda. E' un circuito a due anelli che si sviluppano su entrambe le sponde del fiume Adda e sono collegati dal ponte di Crotta d'Adda. Il filo conduttore è rappresentato dalla visita alla vallata che origina dall'incontro tra il Po e il suo affluente Adda.

DIFFICOLTA': nessuna.

CARATTERISTICHE: strade sia asfaltate che sterrate.

DESCRIZIONE PERCORSO: dal parcheggio vicino al comune di Crotta dirigersi verso la sponda dell'Adda percorrendo la ripida discesa che termina in corrispondenza del vecchio traghetto (1a). Seguire il sentiero spondale passando sotto al ponte e risalendo sulla SP. Attraversare il ponte e svoltare alla prima a destra percorrendo la strada d'argine per circa km 2. Svoltare quindi a sinistra imboccando uno sterrato rettilineo che conduce verso la C.na Monte Giusto; aggirarla tenedo la sinistra e, all'incrocio a T, svoltare a sinistra proseguendo fino ad un altro incrocio a T. Svoltare ancora a sinistra fino a Meleti (2) e, attraversato il paese, raggiungere il ponte sul canale Tosi. Imboccare a sinistra la strada d'argine del canale seguendola fino alla foce dello stesso nel Po e, proseguendo ulteriormente, raggiungere la foce dell'Adda (3). Risalire per circa m 300 l'Adda e girare a sinistra fino alla strada d'argine asfaltata che va imboccata a sinistra tornando in tal modo verso il canale Tosi. Ripercorrere la strada d'argine del canale e, al primo ponte, girare a destra seguendo la SP fino all'incrocio. Svoltare a destra in direzione del ponte sull'Adda di Crotta. Poco prima del ponte è possibile visitare dall'esterno la Rocca di Maccastorna (4a-4b), visibile sulla destra al termine di un viale alberato. Superato il ponte proseguire fino all'incrocio e svoltare a destra in direzione Acquanegra Cremonese. Poco prima del cavalcavia svoltare a destra e poi subito a sinistra raggiungendo così l'argine del canale navigabile (1b) che va seguito fino allo sbocco della roggia Riglio. Girare a destra e seguendo il sentiero d'argine del Riglio, dopo aver costeggiato le Riserve Naturali Caselle e Ca del Bis (1d), si raggiunge la C.na Paola. Lasciare il sentiero per imboccare lo sterrato e, tenendo sempre la sinistra si arriva, dopo l'incrocio con la C.na Follo, sulla strada d'argine del Po. Svoltare a destra e seguirla fino a riportarsi al cavalcavia sul canale navigabile. Svoltare a sinistra rientrando a Crotta d'Adda e, transitando davanti a Villa Stanga (1c), raggiungere il parcheggio da cui si è partiti.

1.CROTTA D'ADDA

TRAGHETTO. Prima della realizzazione, negli anni '80, del ponte, il passaggio era possibile grazie alla chiatta in esposizione che operò dagli anni '70 fino al 1982. Era dotata di un motore di 90 hp che permetteva un controllo del mezzo durante la traversata. Poteva caricare fino a 80-90 q e trasportava n°4 auto ogni viaggio.

CANALE NAVIGABILE MILANO-CREMONA. E' un progetto ancora incompiuto che risale al 1919 quando si ipotizzò la creazione di una via d'acqua per collegare la Confederazione Elvetica con il mare. Il tratto realizzato è lungo circa Km 12 e arriva fino a Cremona.

VILLA STANGA. Edificio tardo-barocco realizzato tra il '600 e il '700. Ha una facciata con aperture nel piano superiore e arcate rette da colonne binate in quello inferiore. E' completata da un fastigio su cui è posto un coronamento dotato di orologio. Molto interessanti sono anche i rustici e la cascina attigui al palazzo.

RISERVE NATURALI PALUDE CASELLE E CA' DEL BIS. Trattasi di cave dismesse costituite da bacini di varia profondità con avifauna ricca e vegetazione palustre abbondante. Sono state mantenute e gestite come zone di caccia. Tuttora sono precluse all'esercizio venatorio. All'interno, una rete di sentieri consente la visita.

2.MELETI

PALAZZO GATTONI. Costruito dal feudatario Dionisio Figliodoni nel XVII sec. su un precedente castello, è composto da due piani sovrastati da una torretta che presenta sulla sommità una banderuola che riproduce la cicogna, simbolo della famiglia Figliodoni. Attualmente è proprietà della famiglia Gattoni e versa in uno stato di preoccupante degrado.

3.CASTELNUOVO BOCCA D'ADDA. E' l'ultimo paese del Parco e nel suo territorio l'Adda sfocia nel Po concludendo un viaggio di km 313 (4° fiume italiano dopo Po, Adige e Tevere). E' il primo affluente del nostro maggiore corso d'acqua. Nasce turbolento nei pressi del Passo Alpisella tra Livigno e il Passo dello Stelvio, scava la Valtellina, forma il lago di Como, scorre con irruenza tra le Prealpi Brianzole e, a valle di Cassano, assume l'aspetto placido e tranquillo del fiume di pianura.

4.MACCASTORNA. E' uno dei comuni più piccoli d'Italia, come estensione e come numero di abitanti (poche decine).

ROCCA. La si raggiunge dopo aver percorso un viale costeggiato su entrambi i lati da un filare di querce piramidali. Le origini della Rocca risalgono al 1250, periodo di lotte tra Guelfi e Ghibellini. L'episodio storico più famoso legato alla Rocca risale al XV sec., quando venne donata a Cabrino Fondulo da Carlo Cavalcabò, signore di Cremona che, invitato nel maniero, fu ucciso dal Fondulo che diventò il padrone di Cremona. Le leggende parlano dei fantasmi degli uccisi che si aggirano nel castello chiedendo vendetta. Attualmente è sede dell'Azienda Agricola Biancardi. La costruzione ha subito notevoli modifiche. Tuttora conserva i resti di alcune torri, i merli (rialzi in muratura di muri perimetrali) a coda di rondine (tipicamente ghibellini), l'ingresso dove una volta vi era il ponte levatoio e il fossato che conferiscono alla struttura un aspetto militare.

GELSO. E' un gelso bianco maestoso di circa 200 anni. Importato dalla Cina, soppiantò il meno adatto gelso nero nell'allevamento del baco da seta. E' mantenuto a capitozza, tecnica di governo delle piante che prevede il taglio del tronco ad una certa altezza e il prelievo periodico dei rami, in questo caso per il nutrimento del baco da seta, alimentato con le foglie. Nella zona sono ancora visibili i filari di gelsi che diedero una forte impronta al paesaggio.

Ultima modifica il Venerdì, 07 Novembre 2014 17:27