Il Parco Regionale dell'Adda Sud

Fiume AddaIl corso dell'Adda si snoda, nella sua parte meridionale, tra depositi alluvionali. I terrazzi più antichi, di età olocenica, sono i più distanti dal letto fluviale, mentre i più recenti degradano lentamente verso l’asta del fiume. Il territorio protetto comprende, oltre ai boschi rivieraschi, anche zone palustri costituite da lanche" e "morte" che il fiume ha formato nel tempo, cambiando percorso...

 presentazione parco

Scheda Parco

Scheda del Parco

Classificazione
Parco (fluviale e agricolo) regionale

Codice ATECO
84.11.10

Iscrizione nell'Elenco Ufficiale MAMN delle aree naturali protette
Non iscritto in nessuno dei due elenchi finora definiti

Classificazione internazionale
Le aree comprese nel Parco e indicate in nota (*) sono state proposte dall’Italia alla CE come siti di importanza comunitaria (SIC)

Categoria UICN
V (a)

Estensione in ha
24.260


Inquadramento geografico-amministrativo

Localizzazione geografica
Lungo il corso inferiore del fiume Adda, da Rivolta d’Adda sino al Po per una lunghezza di circa 60 km, compreso nei terrazzi morfologici sia in sponda destra che in sponda sinistra del fiume.

Confini Parco per Google Earth
File kml

Regione
Lombardia

Provincie
Lodi, Cremona

Comunità montana/e
Nessuna

Comuni
In provincia di Lodi: Abbadia Cerreto, Bertonico, Boffalora d’Adda, Camairago, Castelnuovo Bocca d’Adda, Castiglione d’Adda, Cavacurta, Cavenago d’Adda, Cervignano d’Adda, Comazzo, Cornovecchio, Corte Palasio, Galgagnano, Lodi, Mairago, Maccastorna, Maleo, Meleti, Merlino, Montanaso Lombardo, S. Martino in Strada, Terranova de’ Passerini, Turano Lodigiano, Zelo Buon Persico; in provincia di Cremona: Casaletto Ceredano, Credera Rubbiano, Crotta d’Adda, Formigara, Gombito, Montodine, Moscazzano, Pizzighettone, Ripalta Arpina, Rivolta d’Adda, Spino d’Adda.

Regime di proprietà dei terreni
Superfici e percentuali non ancora calcolate, in linea di massima la proprietà è prevalentemente privata.


Ambiente

Altitudine minima e massima
36-110 m s.l.m.

Inquadramento climatico
L’area d’interesse presenta un clima moderatamente continentale, caratterizzato da estati piuttosto lunghe e calde e inverni relativamente freddi con precipitazioni più abbondanti nelle stagioni intermedie, ma ben distribuite durante l’anno. La ventilazione è generalmente scarsa, frequenti sono le nebbie in autunno e inverno e i temporali estivi.
La temperatura media annua oscilla tra i 12 e 14°C, con Gennaio mese più freddo e Luglio più caldo.
Le precipitazioni presentano un regime di tipo sublitoraneo con due massimi in primavera e autunno con quantitativi annui tra i 600-700 mm.
L'insolazione media effettiva, cioè la durata del soleggiamento reale, tenuto conto della nuvolosità, delle nebbie e dell'orografia, risulta del 40%, contro il 50,8% delle zone alpine.
Le barriere delle Alpi e degli Appennini limitano la circolazione delle massa d'aria, favorendo, soprattutto durante la stagione invernale, la formazione di uno strato di aria inerte, fredda e umida, che spesso determina il sorgere di nebbie fitte e persistenti.

Ambiente fisico
Il corso dell’Adda si snoda, nella sua parte meridionale, tra depositi alluvionali. I terrazzi più antichi, di età olocenica, sono i più distanti dal letto fluviale, mentre i più recenti degradano lentamente verso l’asta del fiume. Il territorio protetto comprende, oltre ai boschi rivieraschi, anche zone palustri costituite da lanche" e "morte" che il fiume ha formato nel tempo, cambiando percorso; alcuni esempi di grande interesse, per il significato geomorfologico, botanico e zoologico che hanno assunto, sono l’Adda Morta, (un vecchio ramo del fiume, nei comuni di Castiglione d’Adda e Formigara), la Zerbaglia (zona umida di interesse nazionale nei comuni di Turano, Cavenago d’Adda e Credera Rubbiano) e la Lanca di Soltarico (formatasi dopo l’alluvione del 1976).

Paesaggio vegetale
E' caratterizzato da aree boscate, ambienti umidi e spiagge fluviali. "Le aree boscate lungo i fiumi sono generalmente ecosistemi che hanno subito poche trasformazioni e rappresentano pertanto un biotopo ideale per molte specie vegetali" (D.Yon 1982).
Le aree umide lentiche presentano in parte un buono stato di naturalità e in esse sono stati classificati anche i corsi d’acqua minori naturalisticamente rilevanti.
Il paesaggio dei coltivi rappresenta nel Parco un aspetto importante, anche se essi hanno subito nel tempo un progressivo degrado in relazione ad errati metodi di gestione. Lungo coli e percorsi sono presenti filari arborei e siepi arbustive formate da Populus x Euroamericana (Pioppo ibrido), Robinia pseudocacia (Robinia), Morus alba (Gelso bianco), residuo della sericoltura ottocentesca, Platanus hybrida (Platano), Allanthus altissima (Ailanto), insieme a specie autoctone come Alnus glutinosa (Ontano nero), Quercus robur (Farnia), Salix alba (Salice comune), Ulmus minor (Olmo comune), Acer campestre (Acero oppio).

Vegetazione

Sono stati descritti gli aggruppamenti:

  • saliceto arbustivo con Salix eleagnos (Salice di ripa) e Salix purpurea (Salice rosso);
  • saliceto arboreo dominato da Salix alba dove si trovano anche Populus nigra ( Pioppo nero), Alnus glutinosa (Ontano nero) e alcuni esemplari di Populus alba (Pioppo bianco);
  • bosco misto dominato da Quercus robur (Farnia) e Ulmus minor (Olmo campestre) insieme a Populus nigra, Acer campestre (Acero) e sporadici esemplari di salici e ontano nero.
  • formazioni ad Alnus glutinosa, in genere all’interno di popolamenti dominati da pioppi, su suoli per lo più acquitrinosi;
  • pioppeti dominati da Populus alba (Pioppo bianco) e quelli con Populus nigra, caratteristici questi ultimi di aree interessate solo dalle esondazioni maggiori, ma con falda superficiale; infine i pioppeti razionali dominati dal pioppo ibrido, non sottoposti a pratiche colturali per un numero di anni sufficiente a consentire l’insediamento di ricchi popolamenti arbustivi e di individui arborei tipici dei boschi naturali;
  • popolamenti antropizzati a Robinia pseudoacacia (Robinia).

Flora
Si segnalano alcune specie erbacee presenti nei boschi dell’Adda: Orchis militaris (Orchide militare), rara, Leucojum aestivum (campanellino estivo), quasi ovunque rara, Scilla bifolia (scilla bifolia), rara in Padania, Anemone nemorosa (Anemone dei boschi), Vinca minor (Pervinca minore), Primula vulgaris (Primula) Ophris fuciflora (Ofride dei fuchi), molto rara in Padania, Helleborum niger (Elleboro nero o Rosa di natale), rarissimo in pianura.

Fauna
Gli aspetti faunistici di maggior rilievo riguardano soprattutto l’avifauna con la presenza di 3 garzaie e di alcune coppie di falco di palude che nidificano frequentemente sul Parco. Molte altre specie interessanti frequentano le nostre zone durante la migrazione o il periodo invernale, a volte in gruppi numerosissimi.
Per quanto attiene i mammiferi, è di sicuro interesse la presenza della puzzola nelle zone umide meglio conservate e del ghiro nei boschi più estesi.
Particolare attenzione è posta alla presenza di una piccola popolazione di daini insediatasi in boschi in zona nord del Parco.
Fra la fauna ittica si segnala la presenza della Lampreda padana (Lampetra zanandreai), specie endemica del bacino del Po, rintracciabile in alcuni fontanili e risorgive lungo il fiume Adda; il Ghiozzo padano (Padogobius martensii) altro endemismo del bacino del Po rinvenibile nei tratti di fiume con fondo ghiaioso e ciottoloso, ideale per deporre.
Nelle acque lentiche e nei boschi umidi trovano spazio gli anfibi tra cui la preziosa rana di Lataste (Rana latastei), tritoni, rospi e la rara Testuggine palustre (Emys orbicularis).


Legislazione e gestione

Origine e proposta di tutela
L.R. 16/09/1983, n. 86, Piano generale delle aree regionali protette

Provvedimento istitutivo ed atti inerenti
Legge Regionale 16.09.83 n. 81
Decreto costitutivo del 18 marzo 1985

Finalità

  1. gestire il Parco naturale in modo unitario con particolare riguardo alle esigenze di protezione della natura e dell’ambiente, di uso culturale e ricreativo, sviluppo delle attività agrozootecniche e silvo-pastorali e delle altre attività tradizionali atte a favorire la crescita economica, sociale e culturale delle comunità residenti in forme compatibili con l’ambiente;
  2. promuovere la conservazione e la corretta funzione dell’ecosistema fluviale salvaguardando in particolare le zone di massima potenzialità naturale;
  3. promuovere mediante idonee iniziative la salvaguardia di opere di particolare interesse culturale sia per la storia del Parco che per la popolazione in genere;
  4. promuovere l’educazione ambientale mediante iniziative culturali divulgative atte a favorire la conoscenza dell’ambiente naturale e paesistico e della fauna del Parco sia tramite convegni che incontri periodici con scuole, Enti e Associazioni culturali e sportive;
  5. promuovere attività ricreative aperte a tutti i cittadini in aree adatte al Parco;
  6. promuovere la funzione sociale dell’agricoltura per la tutela dell’ambiente e l’uso culturale e ricreativo.

Regolamento
E' prevista, dopo l’entrata in vigore dello strumento di pianificazione territoriale, la redazione di regolamenti per l’uso del territorio e dei beni e i regolamenti per la gestione dei servizi.

Ente gestore
Consorzio tra i 35 comuni interessati, la Provincia di Cremona e la Provincia di Lodi.

Statuto
Approvato con DGR del 06.08.1998 n. 6/38171
Adeguato con DGR del 14.12.2011 n.9/2696

Finanziamenti
Regionali e degli Enti Locali

Personale
Approvata la pianta organica alla data del 31.06.1996 il consorzio si avvale di n. 8 dipendenti di ruolo.

Sede legale
Viale Dalmazia, 10 -26900 LODI (LO) - tel. 0371 411129 - fax 0371 417214
Sito internet: www.parcoaddasud.it
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Centri Parco e Centri Visite

- "Centro Parco Villa Pompeiana" - Fraz. Villa Pompeiana comune di  Zelo Buon Persico (LO)

- "Centro Visite di Castiglione d'Adda" - presso la Riserva Naturale Orientata "Adda Morta Lanca della Rotta" in comune di Castiglione d'Adda (LO)


Pianificazione: piano generale dell'area protetta

Tipo di piano
- Piano Territoriale di Coordinamento (PTC)
- Piano di gestione

Situazione
Approvato con L.R. 20.08.1994, n. 22 (B.U. 23.08.94 n. 34, 1° suppl. ord.)

Tempo di validità
Indeterminato

Campo di applicazione
L’intero territorio del Parco. Il P.T.C. detta inoltre criteri ed indirizzi per la pianificazione comunale nelle aree esterne al perimetro del Parco.

Obiettivi

  • obiettivo prioritario è quello di coniugare la presenza dell’uomo e delle sue attività nel suo complesso perseguendo non solo la conservazione degli ambienti naturali e delle risorse paesaggistiche culturali ancora presenti, ma anche la ricostituzione graduale di quegli ambienti compromessi e degradati;
  • il recupero ambientale della fascia fluviale è pure un obiettivo fondamentale al fine di ricostruire una continuità dell’ambiente naturale lungo l’intera asta fluviale;
  • graduale restituzione all’ambiente naturale di quelle aree, marginali e modeste per dimensioni ma particolarmente significative per collocazione a margine dell’asta fluviale;
  • individuazione di forme di esercizio compatibili con la tutela dell’ambiente naturale e del paesaggio fluviale.

Contenuti
Zonizzazione: il territorio del Parco, ai fini della disciplina, è oggetto di duplice ordine di suddivisione, in FASCE e ZONE territoriali.

Le fasce sono le seguenti
- di tutela fluviale
- di tutela paesistica
- di rispetto

Ad esse si sovrappongono i seguenti ambiti di tutela e zone territoriali
- Riserve naturali orientate;
- Riserve naturali parziali botaniche, zoologiche, biologiche;
- Zona ambientali naturali;
- Zona golenale agricolo-forestale,
- Zona agricola del Parco;
- Zone ad attrezzature per il pubblico;
- Zona di interesse storico-monumentale;
- Zona riservata alla pianificazione locale.

Nelle zone o porzioni di esse sono individuate subzone, in cui corrono particolari interessi pubblici e precisamente
- Subzona Gera d’Adda;
- Subzona di rispetto paesistico-ambientale;
- Subzona di rispetto paesistico-monumentale;
- Subzona di riqualificazione del paesaggio agrario;
- Subzone di recupero;
- Subzona naturalistica in zone ad attrezzature;
- Subzona per standard a verde, gioco e sport.

Regolamentazione delle attività. Il P.T.C. contiene
- norme generali di salvaguardia ambientale;
- norme generali di salvaguardia paesistica;
- norme generali di salvaguardia storico-monumentale;
- norme di settore per:
- riserve naturali;
- fiume, opere idrauliche e spiagge;
- zone umide;
- complessi boscati e vegetazionali;
- flora spontanea;
- prevenzione incendi;
- vincolo idrogeologico;
- scarpate morfologiche primarie e secondarie;
- elementi costruttivi del paesaggio: Fontanili e marcite;
- equipaggiamento ambientale e paesaggistico e della campagna;
- esercizio dell’agricoltura;
- allevamenti zootecnici;
- arboricoltura da legno a rapido accrescimento;
- edificato rurale;
- agriturismo;
- fruizione ricreativa e sociale del Parco;
- viabilità minore e accessibilità interna al Parco;
- parcheggi e punti di corrispondenza;
- conservazione e gestione della fauna selvatica;
- tutela della fauna ittica;
- tutela della fauna minore;
- coltivazione di cave;
- immobili e servitù militari;
- ferrovia e idrovia;
- viabilità e circolazione stradale;
- reti di distribuzione, impianti, infrastrutture;
- discariche.

Regime giuridico
Il Piano Territoriale di Coordinamento ha valore di piano paesistico ai sensi della legge n. 431/85. E’ integrato da piani di settore per settori funzionali. Le Concessioni edilizie sono rilasciate dai Comuni del Consorzio in conformità al P.T.C. del Parco; è richiesta ala dichiarazione di compatibilità ambientale per determinati interventi.

Relazione con gli altri strumenti di pianificazione
Il P.T.C. del Parco recepisce gli indirizzi generali definiti nei piani territoriali di coordinamento comprensoriali può individuare zone riservate ad autonome scelte di pianificazione comunale per le quali detta orientamenti e criteri generali di coordinamento delle previsioni dei singoli strumenti urbanistici; le previsioni urbanistiche del P.T.C. del Parco sono immediatamente vincolanti per chiunque e recepite per diritto negli strumenti urbanistici generali dei comuni interessati.


Pianificazione: piani di settore

E' prevista la redazione di piani di settore espressamente specificati nel relativo articolo delle Norme Tecniche di Attuazione del P.T.C.

Strutture gestionali
Sede centrale più 2 sedi distaccate utilizzate esclusivamente per il servizio di vigilanza ecologica volontaria.

Strutture culturali
- allestito un Centro Parco in località Villa Pompeiana del Comune di Zelo Buon Persico
- allestito un Centro Parco presso la Riserva Naturale Orientata "Adda Morta Lanca della Rotta" in comune di Castiglione d’Adda

Strutture ricettive
Esistono strutture convenzionate aperte al pubblico per attività naturalistiche didattiche e ricreative.