Festa dell’albero e progetto filari

Il Parco Adda Sud mette a disposizione dei Comuni, delle Scuole, delle Associazioni, degli agricoltori e dei privati cittadini alberi ed arbusti autoctoni da porre a dimora nella stagione autunno-primaverile in aree di proprietà o direttamente gestite, ubicate all’interno del territorio del Parco Adda Sud (il Parco, in base alla propria disponibilità di materiale forestale e a specifici criteri di valutazione, si riserva la possibilità di modificare parzialmente o totalmente la fornitura richiesta).
Le piante oggetto della fornitura dovranno essere direttamente espiantate e ritirate dai richiedenti presso i piantonai gestiti dal Parco, dal 01 Novembre c.a. al 28 febbraio dell’anno successivo, previo accordo telefonico con il personale addetto di questo Ente (tel. 0371.411129 interno 1).
Gli interessati sono invitati ad inoltrare richiesta scritta in carta semplice, con indicato il numero e le specie arboree desiderate, mediante i moduli che si trovano in allegato.
Le domande dovranno pervenire ENTRO il 15 SETTEMBRE c.a.

Il Parco nel territorio

Le testimonianze naturali e culturali presenti nel territorio lungo l’Adda sono il frutto del lavoro continuo degli elementi della natura arricchita dalla intelligente e faticosa opera dell’uomo, che ha saputo usare le risorse con oculata lungimiranza per molti secoli.
Il pericolo che i valori culturali ed ambientali si depauperino irrimediabilmente, inghiottiti dalla logica del “tutto e subito” come se l’attuale generazione dovesse essere l’ultima, induce ad una riflessione sul divenire della vita e sulla esistenza delle sue basi materiali.
Provate ad immaginare un territorio senza alberi, quegli alberi che hanno dato e danno ossigeno per vivere, che hanno dato riparo, che proteggono tutt’ora il suolo dalla erosione, che hanno scaldato uomini e donne stremati dalla fatica; che hanno dato attrezzi da lavoro ed ombra per riposare; non sentireste la mancanza dell’amico albero in un paesaggio innaturale e reso inospitale dalla mancanza di una delle sue risorse più preziose?
Il Parco è nato anche per questo: per il dovere che abbiamo di salvaguardare le risorse finite e di incrementare quelle rinnovabili.
Con il progetto “Festa dell’Albero – Progetto Filari” il Parco Adda Sud si è posto concretamente il problema di contribuire a rinnovare le risorse territoriali, incrementando la diversità e migliorando anche la qualità dell’ambiente.
Il Parco è soprattutto questo: un’istituzione finalizzata ad una gestione intelligente e lungimirante del territorio e delle sue risorse.

Cos’è la festa dell’albero – progetto filari

Questa iniziativa è un mezzo semplice e conveniente per un uso intelligente delle risorse naturali, contribuendo nel contempo a migliorare l’ambiente ed il paesaggio.
Gli alberi e gli arbusti distribuiti in questo progetto sono di specie note, alcune per il pregio del loro legname, ampiamente ricercato e ben remunerato dal mercato, altre per l’importanza naturalistico-paesaggistica che rivestono nell’ambito del nostro territorio.
Il Parco Adda Sud incentiva la costituzione di filari, siepi e boschetti misti per rendere più bella e funzionale la campagna, arricchendola di risorse; per dimostrare che è possibile riqualificare la campagna senza intaccare il reddito dell’agricoltore, anzi dotandolo di un maggiore capitale; per cercare la strada verso l’armoniosa convivenza dei diritti dell’Uomo e quelli della natura.
Il progetto filari è un investimento fatto per aiutare l’agricoltura a difendere sempre meglio l’ambiente e presidiarne la sua conservazione.

Come si partecipa

L’interessato dovrà presentare specifica domanda, i cui moduli sono reperibili presso gli uffici del Parco, del Comune e delle associazioni Agricole.
Il Parco Adda Sud fornirà gratuitamente le piante, già sviluppate, da collocare a dimora lungo le strade, i fossi, le scarpate ecc.
Le operazioni di asporto e trasporto del materiale vegetale sono a carico del richiedente, che dovrà curarne anche il buon attecchimento.

Elenco piante disponibili per forniture

Piante d’alto fusto
(altezza m. 2,00)
– acero campestre
– bagolaro (numero limitato)
– carpino bianco
– ciliegio selvatico
– frassino maggiore
– frassino orniello
– gelso
– noce comune (numero limitato)

– olmo minore
– ontano nero
– pioppo bianco
– pioppo nero
– pioppo nero varietà piramidale
– quercia farnia
– salice bianco

Arbusti
(altezza m. 1,00)
– biancospino
– crespino
– frangola
– fusaggine
– lantana
– ligustro
– nocciolo
– prugnolo
– rosa canina
– salici arbustivi
– spincervino

Gli elenchi sopra indicati possono essere soggetti a sensibili variazioni.

Istruzioni per la messa a dimora delle piantine

  1. Le piantine, nell’eventualità che il giorno della consegna non corrisponda a quello di posa, dovranno essere conservate, solo per pochi giorni, avendo cura di coprire le radici con sabbia o terra umida; non lasciarle mai a radice scoperta nemmeno nei locali chiusi;
  2. Preparare le buche , di dimensioni mai inferiori a cm 40x40x40 ad una distanza fra loro di mt 3,00/3,50 mt. (0.50/1.00 per arbusti). E’ preferibile la disposizione a quinconce, triangolo equilatero, che a parità di superficie contiene più piantine e permette una più regolare illuminazione della chioma con conseguente più regolare sviluppo anche del fusto;
  3. Dovendo rinfoltire dei boschi radi e degradati, piantare esclusivamente nelle radure e comunque lontano dalle piante esistenti, all’ombra delle quali le piantine non possono assolutamente crescere e finirebbero per intristire e morire;
  4. Per le operazioni di impianto scegliere le prime ore del mattino oppure la sera al tramonto, avendo cura di non lasciare mai le piantine con le radici scoperte esposte all’aria o al sole ed evitare di eseguire tagli o lavori in giornate ventose o troppo asciutte;
  5. E’ importante che nell’interramento il “colletto” della pianta risulti assolutamente fuori dalla terra: il colletto divide l’apparato radicale dall’apparato aereo e corrisponde, in genere, al punto in cui si vede che la piantina era interrata quando si trovava in vivaio;
  6. Assestare da ultimo la buca, la quale sarà leggermente concava per terreni molto asciutti, piana per terreni normali e leggermente convessa per terreni umidi;
  7. Se possibile, dopo l’interramento, bagnare le piante;
  8. Un leggero ombreggiamento delle piantine da parte di erbe e cespugli non è dannoso, ma talora utile durante il primo anno della piantagione. Negli anni successivi, una o anche due volte all’anno, le piantine vanno sgomberate da tutta la vegetazione che tende a soffocarle, provvedendo possibilmente ad una leggera zappatura delle buche, e ciò fino a quando le piantine non avranno raggiunto un’altezza tale da sfuggire al soffocamento.
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